Il pensiero

Ridare dignità all’uomo

Coerente con la sua professione di fede nell’uomo, nella sua libertà, nella sua dignità e nella sua assunzione di responsabilità, Frankl pronunciò il suo rifiuto nei confronti di qualsiasi tentativo di minimizzazione e di riduzione della persona umana e, contemporaneamente, la sua profonda convinzione che, sempre e dappertutto, l’uomo è capace di trascendersi, di guardare oltre i ristretti orizzonti del quotidiano, di attingere alle profondità spirituali del proprio inconscio, non più, quindi, unico ed inesorabile ricettacoli di istinti ed impulsi ciechi, privi di qualsiasi spiraglio di autentica libertà, così come per decenni ha insegnato la psicoanalisi (Frankl 1988).

Riscoperta dell’incontro

“Se non lo faccio io, chi lo farà? Se non lo faccio adesso, quando lo farò? Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?”. Queste tre frasi del rabbino Hillel, vissuto verso la fine del I secolo a.C., ritornano come un ritornello nei testi di Frankl, per sottolineare tre aspetti centrali del suo pensiero: a) l’unicità della persona, al di là di qualsiasi tentativo di massificazione, b) l’unicità del momento presente, al di là di qualsiasi rifugio nel mondo illusorio dell’irresponsabilità e di un’eternità impersonale e priva di rapporti con il quotidiano tragico, c) l’orientamento verso il mondo dei valori e dei compiti, che ciascuno è chiamato a scoprire ed a realizzare giorno per giorno, senza sperare tornaconti o ricompense. Il tutto in un contesto di riscoperta dell’incontro, come luogo di fedeltà all’essere, alla vita ed al rapporto, nella consapevolezza del facile rischio della manipolazione e della spersonalizzazione.

L’incontro fra due persone uniche ed irripetibili – sottolinea Frankl – è realmente autentico nella misura in cui assume un “carattere esistenziale” (Frankl 1977, p. 275), grazie al quale quelle persone si trascendono verso un significato. Diversamente, un dialogo e un incontro non aperti al senso, restano un dialogo ed un incontro senza logos, una pura mistificazione chiusa nel ristretto orizzonte dell’immanenza, alla ricerca solo delle radici, e per di più nell’unica direzione dei bisogni da soddisfare, e non invece degli scopi oggettivi, carichi di sfida e di provocazione, che hanno un carattere imperativo e chiedono di essere realizzati.

Pagina 1 2 3 4 5 6