I principi

La libertà della volontà

La libertà della volontà comporta una chiara presa di posizione nei confronti del pan-determinismo, giacché “parlando di libertà della volontà non si intende in alcun modo includere alcun indeterminismo a priori” (Frankl 1998b, p. 32).
Secondo Frankl, la libertà della volontà è tale in relazione alla libertà della volontà umana e la volontà umana è la volontà di un essere finito. La libertà dell’uomo non significa che l’uomo è libero dai condizionamenti biologici, psicologici o sociologici, ma piuttosto che è libero di assumere un atteggiamento proprio nei confronti di qualunque condizionamento o situazione.

È appunto la libertà della volontà, il suo “essere libero da” a renderlo capace di autodistanziamento. L’esclusiva capacità umana di autodistanziamento si manifesta non solo nell’eroismo, ma anche attraverso l’umorismo che rende possibile un distacco di giudizio rispetto alle situazioni, alle persone e perfino nei confronti di se stessi.

La libertà fa parte delle capacità specificamente umane. Adottando un’espressione di K. Jaspers, Frankl definisce lo specifico dell’uomo come l’essere che sempre si decide. Tale definizione implica che l’uomo non è soltanto libertà dall’essere spinto, ma è anche responsabilità per cui e di fronte a cui si è liberi: “essere liberi da, per essere liberi per“.

La volontà di significato

Secondo Frankl, la motivazione primaria dell’uomo è la volontà di significato, che pone l’uomo in permanente ricerca di un senso della propria esistenza. Egli afferma: “L’uomo cerca sempre un significato della sua esistenza; egli è sempre nell’atto di muoversi alla ricerca di un senso del suo vivere; in altre parole, è ciò che io chiamo “la volontà di significato” (Frankl 1990a, p. 30).

La sua concezione è nata dalla persuasione dell’insufficienza dei due concetti fondamentali delle scuole di Freud e di Adler, rispettivamente la volontà di piacere e la volontà di potenza. Secondo Frankl il principio freudiano del piacere è al servizio del principio dell’omeostasi che descrive l’uomo come un sistema chiuso, per cui, fondamentalmente, tende a mantenere un equilibrio interno e raggiunge questo fine con la riduzione delle tensioni. Del resto anche il principio della realtà è al servizio del piacere, in quanto lo scopo del principio della realtà è di assicurare il piacere, quantunque dilazionato. Secondo Frankl, il principio omeostatico non consente di spiegare fenomeni umani, quali la creatività dell’uomo, che è orientata verso valori e significati. Inoltre, egli ritiene che il principio del piacere è autodistruttivo, in quanto più si tende al piacere, meno lo si raggiunge. Infatti, nei casi di disturbi sessuali, quali l’impotenza e la frigidità, l’iperintenzione e l’iperriflessione creano dei modelli nevrotici di comportamento.
Per quanto riguarda la volontà di potenza, Frankl pensa che anch’essa è autodistruttiva, perché chi dispiega ed esibisce uno sforzo di autoaffermazione, prima o poi verrà emarginato come uno che cerca unicamente se stesso.

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