Ricerca di senso 2012-2

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Editoriale
Risale all’ormai lontano 1968 l’inizio del mio contatto prima epistolare e poi personale con Viktor E. Frankl, fondatore della Terza Scuola Viennese di Psicoterapia, nota in tutto il mondo come «logoterapia e analisi esistenziale». Nell’introduzione alla traduzione italiana del suo originale volumetto Sincronizzazione a Birkenwald, pubblicato nel 1995 dall’editrice La Giuntina di Firenze, ho descritto con molta precisione e accuratezza il cambiamento esistenziale che ha provocato nella mia vita l’incontro con lui a Vienna, soprattutto perché il passaggio da ricercatore ad allievo e poi a frequentatore, a collaboratore e soprattutto ad amico è stato graduale ma costante, fino al punto da essere considerato sia da lui che dalla moglie Elly come il figlio maschio da sempre desiderato. E di continuo mi ritrovo a individuare crescenti sintonie non solo con il suo pensiero, ma con il suo stile di vita, con le sue abitudini, con il suo modo di accogliere e di essere disponibile che ho vissuto e verificato per anni, fino a poche settimane prima della sua morte, avvenuta il 2 settembre 1997. E le occasioni che tre o quattro volte all’anno continuo ad avere di recarmi a Vienna per incontrare la signora Elly mi consentono sempre più di gustare la gioia profonda che inonda il mio cuore per essere degno della sua fiducia e sentirmi membro effettivo della sua famiglia.
Sono già passati moltissimi anni da quando per la prima volta ebbi tra le mani, fresca di stampa, una prima raccolta di frammenti autobiografici, pubblicati da Frankl nel volume curato da Ludwig P. Pongratz, Psychotherapie in Selbstdarstellungen (Bern-Stuttgart-Wien, Huber, 1973, pp. 177-204), successivamente ristampati, come capitolo, nel suo volume Die Sinnfrage in der Psychotherapie (München, Piper, 1981, pp. 143-173).
In diversi incontri mi permisi di sollecitare Frankl a rivedere alcuni punti sui quali si era eccessivamente dilungato riportando opinioni altrui sul suo pensiero: non mi sembrava, infatti, che fosse suo compito riferirle con il facile rischio di essere tacciato di narcisismo. Piuttosto lo pregai di scavare ancora più a fondo nei suoi ricordi e di fissare sulla carta quanto poteva risultare maggiormente significativo per tracciare le varie tappe di sviluppo della sua logoterapia e analisi esistenziale, compresi gli incontri, più o meno prolungati, che aveva avuto con uomini di cultura, studiosi, ricercatori, docenti universitari.
Nel frattempo, per consentire al lettore italiano di cominciare a gustare la ricchezza di tale testo, ne feci una traduzione italiana per il volume Logoterapia applicata. Da una vita senza senso a un senso nella vita (Brezzo di Bedero, Salcom, 1990, pp. 15-42), che curai assieme a Rocco Carelli in occasione dell’85° compleanno di Frankl. Successivamente, avvalendomi di numerose integrazioni offerte dallo stesso Frankl nel corso di una seguitissima conferenza, tenuta durante un convegno che organizzai con gli altri membri dell’Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana (A.L.Æ.F.) il 28 e 29 marzo 1992 presso l’Università Salesiana di Roma, arricchii il testo e lo pubblicai nel volume «Chi ha un perché nella vita…». Teoria e pratica della logoterapia (Roma, Las, 1993, 2ª ed, pp. 83-106) di cui fui curatore.
L’apparizione nel 1995 come volume autonomo dal titolo Was nicht in meinen Büchern steht. Lebenserinnerungen (München, Quintessenz), di molto ampliato rispetto a quella prima stesura e corredato da un’ampia documentazione fotografica, rese l’autobiografia più completa, pur se conservava, e non poteva essere diversamente, un carattere frammentario e incompleto. E la traduzione italiana, sempre da me curata, che fu fatta subito dopo con il titolo La vita come compito. Appunti autobiografici (Torino, SEI, 1997), affiancandosi alle due precedenti, permise di avere una visione più globale, dettagliata ed emotivamente coinvolgente delle varie vicende personali che condussero Frankl a dar vita a quell’affascinante e attuale orientamento di pensiero e di azione, che è appunto la logoterapia e analisi esistenziale, e che tanti riscontri positivi continua ad avere in ambito clinico ed educativo.
La logoterapia e analisi esistenziale, infatti, gode di buona salute non solo perché le sue tecniche di intervento psicoterapeutico dimostrano ogni giorno più di avere efficacia e validità, ma anche perché offre continue sollecitazioni in chiave preventiva a quanti hanno a cuore lo sviluppo e la crescita della persona, e dei giovani in modo particolare. Sempre maggiore è il numero di genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali che chiedono di essere formati alla scuola della logoterapia e analisi esistenziale perché ritengono che essa sia in grado di offrire una visione positiva dell’esistenza umana, grazie alla quale favorire la ricerca di senso in un contesto socioculturale, quale quello contemporaneo, segnato inesorabilmente dal vuoto e dalla delusione. E la testimonianza viva di Frankl che, ancor giovane studente universitario, si mise con impegno a creare, nella città di Vienna prima e in altre città vicine poi, Centri di Consulenza per giovani in difficoltà costituisce la prova evidente che la logoterapia e analisi esistenziale fin dalle sue più lontane origini ha una squisita e costante preoccupazione educativa e quindi preventiva. Ecco perché qualche anno dopo la morte di Frankl decisi di tradurre e raccogliere nel volume Le radici della logoterapia (Roma, Las, 2000) gli scritti che egli aveva pubblicato dal 1923 al 1942 e che, come ebbi modo di dire nel corso di una conferenza tenuta come Visiting Professor il 14 ottobre 1994 all’Internationale Akademie für Philosophie del Liechtenstein in occasione dell’inaugurazione della Cattedra di filosofia e psicologia dedicata a Frankl, dimostrano che in essi sono presenti le premesse per una concezione dell’esistenza globalmente intesa, come radicale unità e totalità pluridimensionale, con ampio spazio alla dimensione spirituale-noetica.
In quegli scritti giovanili emerge che Frankl fu un serio e autorevole pioniere dei Centri di Consulenza dei giovani, fin da studente universitario elaborò e maturò un’immagine dell’uomo centrata sulla libertà, la responsabilità e la ricerca di senso della vita, evidenziò nel rapporto tra terapeuta e paziente la prospettiva indispensabile di appello ai valori, sottolineando il passaggio dalla neutralità al coinvolgimento responsabile ed evidenziando in modo chiaro e affascinante che il terapeuta non dev’essere solo un abile tecnico, un perfetto testista, un accurato diagnosta, ma dev’essere prima di tutto un saggio, capace di compenetrazione e di empatia, pronto al dialogo e disponibile al confronto, rispettoso dei valori del paziente e fermamente appassionato della libertà e della responsabilità.
Oltre a ciò, alcuni dei numerosi e originali articoli raccolti nel volume dimostrano a piene mani che la logoterapia e analisi esistenziale non è nata dalla tragica esperienza vissuta da Frankl nei lager nazisti, ma ha radici molto più lontane, che rimandano in modo particolare alla sua acutezza di filosofo e di psicologo, grazie alla quale, dopo aver preso le distanze da sistemi teorici di stampo riduzionista, seppe elaborare una visione dell’uomo che, confrontata e verificata con i migliori pensatori del suo tempo, appare ancora oggi fonte inesauribile di ottimismo e di speranza.
Basta, infatti, addentrarsi in alcuni nuclei teorici quali l’appello alla libertà dinanzi alle provocazioni di vario tipo cui si è costantemente sottoposti, la consapevolezza di una responsabilità che fonde insieme armonicamente il passato, il presente e il futuro, la ricerca del compito unico e originale che si è chiamati a realizzare, la «fede incondizionata in un significato incondizionato della vita» e l’ampio spettro di valori con cui è possibile gustare in pienezza l’esperienza del vivere quotidiano, per rendersi conto di tutta la portata innovativa e propositiva della logoterapia e analisi esistenziale nel campo delle scienze umane, e di quelle psicologiche in modo particolare.
È partendo da tali basi, infatti, che è possibile porre in azione interventi terapeutici che consentano di affrontare e risolvere situazioni di disagio esistenziale, sia personale che relazionale. Ma è grazie ad essi, soprattutto, che si riesce a elaborare e conseguentemente a rendere percorribili quegli itinerari educativi, a carattere prevalentemente preventivo, che aiutino i giovani a guardare con fronte alta dinanzi a sé, a superare le facili tentazioni della fuga e dell’annegamento nel vuoto esistenziale e, in modo particolare, ad accogliere con coraggio e lungimiranza la vita come sfida.
Questa nuova edizione dell’autobiografia di Frankl risulta arricchita di una notevole quantità di integrazioni scaturite sia dall’approfondita conoscenza della letteratura sulla logoterapia e analisi esistenziale e, soprattutto, da lunghe e appassionate conversazioni avute dal 5 al 18 settembre 2011 a Vienna con la signora Elly, la quale a mano a mano che le rileggevo il testo originale tedesco mi offriva delle informazioni sia sui personaggi citati che sulle situazioni descritte, così come mi offrì un’ampia e personalissima conoscenza di tutti coloro che, a partire dalla sera di Natale del 1948, avevano firmato i due libri degli ospiti, riferendo i sentimenti provati nel trascorrere un bel po’ di tempo con Frankl e manifestando la loro stima per quanto egli trasmetteva con le sue opere e con la sua forte testimonianza di vita.
Ecco perché, autorizzato dalla signora Elly, ho inserito in questa nuova edizione italiana una notevole quantità di note a piè di pagina che permetteranno al lettore italiano di conoscere in forma più approfondita e originale la straordinaria esperienza che Frankl ha fatto fino alla sua morte e il ruolo che nella sua esistenza hanno avuto tantissime altre persone.
Eugenio Fizzotti

Approfondimenti

Eugenio Fizzotti
Dimensioni della coscienza per amore di una causa o di qualcuno.
La coscienza per Frankl aiuta a scoprire i significati unici e singolari delle situazioni altrettanto uniche e singolari
Poiché la coscienza aiuta l’uomo a scoprire i significati unici e singolari delle situazioni altrettanto uniche e singolari per Frankl non potrà esserci un vero contrasto. Ogni situazione ha il suo significato e la coscienza cerca di scoprirlo. La sua voce è univoca e non sottostà a conflitti. Piuttosto, sembra ci possano essere conflitti apparenti di valori, che dipendono unicamente dal proiettarli su un piano bidimen­sionale, privandoli della prospettiva della tridimensionalità.

Maria Addolorata Mangione
Viktor Frankl maestro di interdisciplinarità
Una lezione di grande attualità e piena di senso
Viktor Frankl ha saputo validamente impostare il dialogo tra le diverse discipline non solo attraverso lo studio e la ricerca, ma anche tramite tutta la propria attività, offrendo l’esempio di un medico e di un pensatore che non si è mai accontentato dei propri risultati, che non ha cercato facili successi e che ha saputo andare controcorrente, intraprendendo percorsi nuovi, indicando con lucidità vie percorribili nel filone dell’indagine scientifica al di fuori e al di sopra di categorie intellettuali statiche e sterili.

Giampaolo Salvatore
Lo psichiatra e la ricerca di senso
Anche un soggetto affetto dalle forme più gravi di schizofrenia può presentare una domanda di senso
L’interpretazione che Viktor E. Frankl dà al vuoto esistenziale, che scaturisce dallo smarrimento del senso, giustifica l’attivazione di fenomeni che assumono rilevanza clinica per lo psichiatra, quali le tendenze suicidarie, l’aggressività, la tossicodipendenza, l’aggressività. Tali fenomeni richiedono un intervento immediato, volto a ricostruire il senso della propria vita, nella ricerca strenua di un equilibrio tra realtà esistenziale e valori condivisi.

Elisa Caldararo
Progettualità esistenziale e logoterapia
Impostare la propria esistenza come progetto significativo e ricco di valore
Progettazione esistenziale e logoterapia sono due dimensioni che si costituiscono reciprocamente: la logoterapia mira ad allargare il campo dei valori e dei significati dell’esistenza che acquistano senso all’interno di un progetto di autoconfigurazione, in un orizzonte grazie al quale l’uomo si costruisce come unico e irripetibile. L’aver-cura logoterapeutico, che si declina come sostegno alla progettualità esistenziale, desidera promuovere le possibilità di esistenza autentica e di progettazione di sé nelle concrete situazioni della vita.

Esperienze

Salvatore Grammatico
Processo di acculturazione, social support, benessere e qualità della vita
Uno studio pilota condotto presso un Centro di Accoglienza per immigrati maschi della Caritas di Roma
Coinvolgendo 42 persone immigrate, ospiti presso un Centro di Accoglienza della Caritas di Roma, attraverso la somministrazione di quattro questionari in grado di rilevare lo stile di coping, il supporto sociale percepito, il vuoto esistenziale, l’autotrascendenza e l’autodistanziamento, sono rilevate quattro «posizioni di vita» che permettono di individuare delle specifiche «criticità» nel processo di acculturazione da approfondire sia in ambito di ricerca, con strumenti e ricerche ad hoc, sia nel pensare e implementare percorsi di sostegno alle persone immigrate.

Izabela Bieńkowska
Riabilitare i giovani con disabilità motoria
Contributo della logoterapia nel conferire alla propria sofferenza una dimensione umana e una giusta direzione
I giovani disabili vivono nel periodo dell’adolescenza una doppia crisi legata alla propria condizione motoria e psicologica. La logoterapia può dar loro un aiuto, poiché vede nell’esperienza dell’amore, anche verso se stessi, come pure nell’accettazione della propria sofferenza, gli elementi indispensabili per ricercare la propria identità e superare così le difficoltà della vita quotidiana.